STORIA
EDIZIONI PRECEDENTI
25a EDIZIONE
STATUTO
RIVISTA DEL COLLEGIO ARALDICO
LINKS
NEWS
AREA RISERVATA

Nel giugno del 2016 è stata pubblicata, per i tipi de L’Artistica Savigliano, la XXV edizione del Libro d’Oro della Nobiltà Italiana 2015 – 2019 (volumi XXXI e XXXII). È possibile ordinarlo compilando ed inviando l’allegata scheda. La pubblicazione consta di due volumi, cm 11 x 16 su carta di lusso, legatura in tela con impressioni in oro. Di circa 2000 famiglie riporta la storia, lo stemma e gli stati personali, secondo gli stessi criteri delle passate edizioni. Sono parimenti presenti più di 8.000 famiglie riportate solo con un richiamo alle edizioni precedenti.

 

 

PRINCIPALI ELEMENTI NORMATIVI E CRITERI REDAZIONALI della XXV edizione del LIBRO D’ORO della NOBILTA’ ITALIANA
I criteri ai quali si ispira la XXV edizione del “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana” sono sostanzialmente gli stessi delle ultime edizioni.Sono anzitutto riportate le famiglie, le quali, avendo ottenuto dal Regno d’Italia, fra il 1861 ed il 1946, un provvedimento di giustizia o di grazia, erano registrate nel “Libro d’Oro” della Consulta Araldica del Regno, ora depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato. Queste famiglie sono contrassegnate con un asterisco.
Sono menzionate, senza alcun contrassegno, le famiglie le quali, pur non avendo avuto a loro favore alcun atto formale fra il 1861 ed il 1946, erano inserite negli Elenchi Ufficiali Nobiliari del 1921 e dei 1933 e nel supplemento 1934-36.
Del pari sono state inserite, previa esibizione della documentazione relativa, le famiglie, le quali hanno avuto un provvedimento di grazia di S.M il Re Umberto II, non trascritto presso la Consulta Araldica, od un atto sovrano dei Sommi Pontefici (successivo al 1870) o della Repubblica di S. Marino (successivo al 1861), per i quali non sia intervenuta prima del 1946 l’autorizzazione all’uso in Italia, od un provvedimento di giustizia del Corpo della Nobiltà Italiana, o la cui nobiltà sia stata riconosciuta dal Sovrano Militare Ordine di Malta per la ricezione con prove nelle categorie di cavalieri che richiedono prove nobiliari. Tutte queste famiglie sono contrassegnate da un piccolo cerchio.
Le famiglie rientranti nelle varie categorie sopra ricordate, potendo vantare una situazione nobiliare corretta sia dal punto di vista sostanziale che da quello formale, sono riportate nella parte prima. La regolarità delle situazioni è stata oggetto di accurato esame da parte di apposito Comitato Scientifico, che si è riservato il diritto di richiedere agli interessati certificati di nascita, morte e matrimonio. Per le famiglie di cui sopra sono stati annotati i titoli concessi o riconosciuti da Sovrani europei effettivamente regnanti mentre non sono annotati i titoli implicitamente riconosciuti dal Sovrano Militare Ordine di Malta.Non sono riportati negli stati personali i figli adottivi (in quanto la pubblicazione di carattere storico si ispira al R. D. 7 giugno 1943, n. 651 - Gazzetta Ufficiale 24 luglio 1943, n. 170), i legittimati per decreto del Capo dello Stato o per sentenza ed i naturali riconosciuti, né le discendenze femminili, anche in caso di adozione, salvo che sia intervenuto un espresso atto di Grazia Sovrana o che la famiglia degli stessi appartenga alla Nobiltà. Esigenze tipografiche ed impossibilità di controllare tutte le posizioni non hanno consentito di riportare tutte le famiglie ed i relativi stati personali che potrebbero figurare nel Libro: si spera di poter essere più completi nelle prossime edizioni. È ovvio che la mancata menzione di una famiglia non pregiudica i suoi diritti nobiliari ed i suoi attributi morali.
Le famiglie che non hanno inviato aggiornamenti da almeno due edizioni sono citate con rimandi ad edizioni precedenti.
Come nella ultima edizione le famiglie sono identificate dai cognomi che compaiono negli Elenchi Ufficiali o nei Bollettini della Consulta Araldica. Variazioni dovute a provvedimento amministrativo quale cognomizzazione di predicato, adozione od altro sono riportate tra parentesi.Per quanto riguarda i cenni storici, data l’evidente impossibilità di un controllo approfondito, ci si è rimessi alla responsabilità degli interessati, salvo, ovviamente, un rigoroso accertamento delle titolature e degli stemmi e degli estremi dei provvedimenti, successivi al 1861, ricognitivi o concessivi. La Redazione si riserva comunque la facoltà di apportare le modifiche rese opportune da esigenze di uniformità editoriale, cercando, di edizione in edizione, di migliorare ulteriormente la parte scientifica. Quando sia stato possibile sono stati corretti gli errori riscontrati nelle precedenti edizioni; quanto pubblicato non costituisce un diritto acquisto, facendo testo solo ed unicamente le norme e le pubblicazioni sopra citate.
Nell’appendice sono riportate le famiglie che avrebbero dovuto trovare collocazione nella prima parte, ma i cui dati sono arrivati quando i volumi erano già stati dati alle stampe.
Nella parte seconda sono registrate alcune delle famiglie la cui situazione di nobiltà venne nel passato accertata dal Collegio Araldico o dal S.M.O. Costantiniano di San Giorgio per la ricezione con prove nelle categorie di cavalieri che richiedono prove nobiliari. Si soggiunge che anche per la seconda parte, come per la prima, la Redazione si è riservata la facoltà discrezionale di omettere, per esigenze tipografiche o per motivi di opportunità, la pubblicazione dei dati relativi a famiglie che, secondo i criteri sopra accennati, avrebbero titolo ad esservi inserite. Per quanto riguarda le Case Reali, dal momento che nella Casa Reale di Savoia e nella Casa Reale di Borbone due Sicilie vi è controversia circa il ruolo del Capo della Casa, dal momento che il Collegio Araldico non è organo giudicante in quest’ambito, per quanto attiene alle rispettive titolature si prende atto delle dichiarazioni dei rispettivi Pretendenti. I dati raccolti dal Collegio Araldico sono utilizzati al solo fine della pubblicazione nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana. Gli interessati hanno diritto a farli aggiornare, rettificare e cancellare se trattati in violazione di legge scrivendo a Fabrizio Antonielli d’Oulx e di Costigliole responsabile del trattamento e Segretario Generale del Collegio Araldico la cui sede si trova in via Volta 3 - 10121 Torino. Circa i dati anagrafici, personali e biografici il soggetto interessato ha il diritto di accedere alle informazioni che lo riguardano e di apprenderne l’origine. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 della legge. 196/2003 tra cui i diritti di accesso, rettifica, aggiornamento, di opposizione al trattamento e di cancellazione. La conservazione e l’aggiornamento dei dati anagrafici, biografici e genealogici sono condotti dal Collegio Araldico nel rispetto delle leggi e delle normative italiane sulla privacy e delle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali per finalità storiche, statistiche, di ricerca scientifica. Il trattamento dei dati può avvenire sia con i sistemi informatici che manuali.